Pillole di Eunomia

Norme del Codice della Strada: il pedone e’ da considerarsi esente oppure è obbligato a rispettarle?

 

Il pedone, quale fascia di utenti considerata più debole e quindi oggetto di una particolare attenzione volta a salvaguardarla, ha comunque l’obbligo di rispettare le imposizioni dettate dal Codice della Strada.
A conferma di ciò, la Cass. Civ. Sez. III, è intervenuta con la Sentenza n. 25027 del 08/10/2019.
In particolare è stato osservato che “la prova liberatoria ex art. 2054 c.c., nel caso di danni prodotti a persone o cose dalla circolazione di un veicolo, non deve essere necessariamente data in modo diretto, cioè dimostrando di avere tenuto un comportamento esente da colpa e perfettamente conforme alle regole del codice della strada, ma po’ risultare anche dall’accertamento che il comportamento della vittima sia stato il fattore causale esclusivo dell’evento dannoso, comunque non evitabile da parte del conducente, attese le concrete circostanze della circolazione e la conseguente impossibilità di attuare una qualche idonea manovra di emergenza. Pertanto il pedone, il quale attraversi la strada di corsa sia pure sulle apposite strisce pedonali immettendosi nel flusso dei veicoli marcianti alla velocità imposta dalla legge, pone in essere un comportamento colposo che può costituire causa esclusiva del suo investimento da parte di un veicolo, ove il conducente, sul quale grava la presunzione di responsabilità di cui alla prima parte dell’art. 2054 c.c., dimostri che l’improvvisa ed prevedibile comparsa del pedone sulla propria traiettoria di marcia ha reso inevitabile l’evento dannoso, tenuto conto della breve distanza di avvistamento, insufficiente per operare un’idonea manovra di emergenza” (Cass. 14064/2010 e 4551/2017).
Pertanto, ai pedoni che camminano sulla strada è richiesta la stessa attenzione e la stessa diligenza imposte ad automobilisti e a motociclisti, perché la sicurezza stradale è frutto del rispetto collettivo delle norme. Quindi, in materia di responsabilità civile da sinistri stradale, qualora si verificasse un investimento di pedone la responsabilità del conducente sarà esclusa qualora risulti provato che non vi era, da parte di quest’ultimo, alcuna possibilità di prevedere e prevenire l’evento, situazione abbastanza ricorrente allorché il pedone stesso abbia tenuto un comportamento imprevedibile e anormale e dunque l’automobilista si sia trovato, oggettivamente, impossibilitato di avvistarlo e di osservarne tempestivamente i movimenti.
In realtà, la giurisprudenza più recente, poco ha reso chiarezza.
Infatti, in antitesi o comunque non conformemente a quanto definito dalla Sentenza su descritta,  è bene citare il recente pronunciamento della Cassazione, che con la sentenza 34406/19 dell’8 maggio 2019 – depositata dalla IV Sezione penale il 29 luglio – ha stabilito che il pedone ha sempre ragione e chi guida ha sempre torto, anche se investe sulle strisce un pedone imprudente! E ciò a prescindere dall’accertamento dei fatti.
Dunque a nulla servirà dimostrare che il pedone stava attraversando la strada in maniera imprudente, senza guardare a destra o a sinistra o con lo smartphone in mano; tutto in piena conformità a quanto disposto dall’art. 141 c. 1 del CdS che impone al conducente del veicolo di circolare a velocità moderata in maniera tale da poter affrontare qualsiasi situazione o accadimento emergenziale.
Ma l’art. 190 del medesimo CdS? Esso cita esplicitamente gli obblighi comportamentali del pedone e l’attenzione con cui debbono attraversare la strada!
Dunque, in conclusione, data l’incertezza processuale e data la vastità delle massime giurisprudenziali e dei casi di scuola analizzati, al fine di dare una direzione unanime o comunque “confortante”, si dovrà necessariamente considerare quale elemento cardine il binomio buonsenso – sicurezza, un vero e proprio scopo ultimo, una volontà intrinseca di evitare tutti quegli eventi che sempre più prepotentemente intasano la cronaca nera.
Basterebbe il buon senso e capire le gravi conseguenze che le famiglie, ogni giorno, si trovano a dover subire ed affrontare.
Evidentemente c’è chi ha sempre paura di arrivare tardi e il fatto di rispettare un ciclista, un pedone o un automobilista (a seconda della “parte” che si interpreta) potrebbe rappresentare un ostacolo insormontabile o la causa del mancato appuntamento della vita.
È incredibile quanto sia difficile rispettare le regole civili e quelle dettate dalle disposizioni vigenti, saperle interpretare e contestualizzare nelle sedi opportune  , come del resto risulta impossibile la convivenza con l’altro, nelle diverse situazioni della vita.

 

 

 

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