Diritto della circolazione stradale

La disciplina degli impianti pubblicitari sui veicoli: le “Pubblicars” e le “Autovela”

L’art. 23 del Nuovo Codice della Strada e l’applicazione delle relative sanzioni previste ai commi 11 e ss., disciplina l’iniziativa pubblicitaria sui veicoli e seempre l’art. 23, al comma 2, tratta specificatamente dei divieti posti a tutela della sicurezza stradale inerenti le iniziative pubblicitarie sui veicoli.

Pertanto, è vietata “l’apposizione di scritte o insegne pubblicitarie luminose sui veicoli” mentre è consentita “quella di scritte o insegne pubblicitarie rifrangenti nei limiti e alle condizioni stabiliti dal regolamento, purchè sia escluso ogni rischio di abbagliamento o di distrazione dell’attenzione nella guida per i conducenti degli altri veicoli”.

Ciò che interessa maggiormente , dunque, è capire quali siano i criteri da rispettare relativamente all’apposizione dei messaggi pubblicitari sui veicoli.

Ed è il Regolamento di Esecuzione e di Attuazione del Codice della Strada, all’art. 57, che dettagliatamente delinea questi criteri.

Il comma 1 indica, infatti, i limiti generali consentendo l’apposizione di pubblicità non luminosa “unicamente se non effettuata per conto terzi a titolo oneroso e se realizzata con sporgenze non superiori a 3 cm rispetto alla superficie del veicolo sulla quale sono applicate, fermi restando i limiti di cui all’art. 61 del CdS. Sulle autovetture ad uso privato è consentita unicamente l’apposizione del marchio e della ragione sociale della ditta cui appartiene il veicolo”.

Il comma 2, invece, definisce altri limiti riservati ai veicoli adibiti al trasporto di linea e non di linea, consentendo l’iniziativa pubblicitaria se non realizzata mediante messaggi variabili; non esposta sulla parte anteriore del veicolo; non posizionata, rispetto ai dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione ed alle targhe, in modo tale da ridurre la visibilità e la percettibilità degli stessi; contenuta entro forme geometriche regolari; realizzata mediante pannelli aggiuntivi che sporgano di oltre 3 cm rispetto alla superficie sulla quale sono applicati.

Il comma 3 fa specifico riferimento ai limiti previsti nei confronti dei veicoli adibiti al servizio taxi.

Nella fattispecie autorizza la pubblicità non luminosa per conto terzi se il taxi non percorre autostrade, a condizione che sia:

  • Effettuata con scritte a caratteri alfanumerici, abbinati a marchi e simboli;
  • Realizzata con pannello rettangolare piano bifacciale, dimensioni esterne di 75×35 cm, saldamente ancorato al di sopra dell’abitacolo del veicolo posto in posizione parallela al senso di marcia, non a messaggio variabile;
  • Realizzata con l’applicazione sul lunotto posteriore del veicolo di pellicola della misura di 100×12 cm;
  • Realizzata tramite l’applicazione di pellicola sulle superfici del veicolo ad esclusione di quelle vetrate.

Il comma 4 indica i limiti relativi all’apposizione di scritte e messaggi sui veicoli a carattere rifrangente, imponendo che la pellicola utilizzata abbia caratteristiche di rifrangenza non superiori a quelle di classe 1; la superficie della parte rifrangente non occupi più di due terzi della fiancata del veicolo e comunque non sia superiore a 3 metri quadrati; il colore bianco sia contenuto nella misura non superiore ad 1/6 della superficie; sia esposta unicamente sui fianchi del veicolo a distanza non inferiore a 70 cm dai dispositivi di segnalazione visiva; non sia realizzata mediante messaggi variabili.

Mentre il comma 5 descrive ulteriori limiti generali indirizzati a tutte le categorie di veicoli, vietando l’apposizione di scritte, simboli o combinazione di colori che possano generare confusione con i segnali stradali.

In particolare, i messaggi pubblicitari non devono avere la forma di disco o di triangolo, né disegni confondibili con quelli indicati dai segnali stradali di pericolo, obbligo, prescrizione o indicazione.

Il successivo comma 6 vieta le scritte o le insegne luminose pubblicitarie che siano visibili, direttamente o indirettamente, dal conducente o che comunque possano determinare abbagliamento o motivo di confusione con i dispositivi di segnalazione visiva e di illuminazione dei veicoli stessi.

Il comma 7, infine, esclude da tutta la disciplina su descritta, i veicoli al seguito delle competizioni sportive autorizzate.

Ma è bene approfondire la disciplina relativa alle iniziative pubblicitarie su due particolari categorie di veicoli: le Pubblicars e le Autovela.

Le Pubblicars sono quegli autoveicoli, ad uso speciale muniti di attrezzatura idonea per l’impiego pubblicitario, che riportano sulla carta di circolazione la categoria N1, classificati come quei veicoli aventi caratteristiche atipiche (art. 47 c. 1 CdS).

Analoga disposizione è contenuta, per i motoveicoli, nell’articolo 53, comma 1, lettera g) poi completato dall’articolo 200, comma 2, lettera e) del regolamento di esecuzione.

Le Autovela, invece, sono i mezzi adibiti alla pubblicità itinerante e classificati come autoveicoli per uso speciale (art. 54 CdS). Esse dovranno essere provviste di idonea carrozzeria che non consenta altri usi e nelle quali le cose trasportate non abbandonino mai il veicolo (stesso discorso vale per i ciclomotori a tre ruote che rispettino tutte le condizioni previste).

L’utilizzo di veicoli con queste attrezzature è, quindi, consentito solo agli autoveicoli (o motoveicoli) ad uso speciale dotati di particolari attrezzature, con esclusione, quindi, di qualsiasi altra categoria di veicolo.

Le così dette auto pubblicitarie o “camion vela”, costituendo impianti pubblicitari mobili e non fissi possono circolare o sostare liberamente, fermi restando i requisiti di dimensioni, caratteristiche costruttive e posizionamento della pubblicità.

Il vero problema si pone quando questi autoveicoli speciali si trovano in sosta prolungata o permanente sul territorio comunale.

Anzitutto è bene considerare se all’interno del Piano Generale degli Impianti sono state poste delle limitazioni alla sosta in strade o piazze cittadine a questa categoria di mezzi pubblicitari, trovando applicazione le violazioni prescritte dall’art. 24 del D.Lgs. n. 507/1993.

Le vele pubblicitarie possono stazionare solo in piazzole di sosta consentite dalla legge, inoltre è interessante sapere che se il camion vela rimane fermo per più di 48 ore viene equiparato ad un’affissione pubblicitaria (Parere Ministero dei Trasporti n. 16076 del 18/02/2008 e n. 62926 del 29/07/2008), pertanto è necessario seguire le procedure burocratiche sia come pubblicità dinamica che come affissione outdoor.

Soggetto all’autorizzazione generalmente prevista dall’articolo 23 del codice della strada, è necessario versare la quota dell’imposta sulla pubblicità al Comune di appartenenza, in quanto il camion vela è paragonabile ai tanti cartelloni che campeggiano in città, superati i limiti di stazionamento sopracitati.

Oltre al rilascio dell’autorizzazione comunale, tutte le iniziative pubblicitarie sui veicoli sono sottoposte all’imposta disciplinata dall’art. 13 D.Lgs. n. 507/1993.

Nel caso di auto pubblicitarie, collocate in area privata, la sosta invece deve essere prolungata per più giorni, così come previsto dalla giurisprudenza di merito (rif. Cassazione Civile – Sezione II Sentenza n. 13842 del 13/06/2007 e n. 22230 del 20/10/2009).

In ambedue le situazioni sopra citate si dovrà necessariamente documentare la sosta permanente e continuativa nella medesima posizione e località, procedendo agli accertamenti previsti dall’art. 13 Legge N. 681/1981 con necessità di predisporre un fascicolo fotografico.

È bene evidenziare che le autovela possono effettuare la pubblicità in conto proprio o per terzi a titolo oneroso, nelle fasi di circolazione dinamica o in sosta breve, con conducente a bordo.

Il veicolo dovrà essere di proprietà del soggetto pubblicizzato o in locazione (o concessione) con veicolo immatricolato ad uso di terzi, in locazione senza conducente (art. 84 CdS).

Se invece la pubblicità viene effettuata per conto di terzi, il veicolo dovrà essere obbligatoriamente condotto esclusivamente dal locatario, da un socio della ditta locataria o da un suo dipendente, ma non dal proprietario del veicolo o da un dipendente di quest’ultimo.

 

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