Editoriale

Che sia già tempo di bilanci?

Dicembre, si sa, è il mese in cui ognuno di noi traccia un bilancio consuntivo di quanto è stato fatto nell’anno che si accinge a terminare.

Altresì, in questo periodo si entra nella predisposizione d’animo di pianificare quanto ci piacerebbe realizzare l’anno successivo. In un modo o nell’altro – vuoi per motivi personali o per questioni professionali – tutti formuliamo simili ragionamenti, mentalmente, a voce o per scritto. Tralasciando le ovvietà e le questioni personali, è giusto e doveroso che anche io tracci un bilancio dei primi due mesi di vita di questo giornale.

Beninteso: mi rendo perfettamente conto che due mesi non sono nulla per una rivista, specie se online e specie se di nicchia come la nostra. Tuttavia sento il dovere di mettere in chiaro alcune cose che sono accadute ed altre che spero accadano.
Consapevole di ripetermi – rispetto al precedente editoriale – comincio dai ringraziamenti. Anzitutto un doveroso ringraziamento va agli autori. Tutti, spontaneamente, si sono prestati a far muovere i primi passi a questa rivista. Qualcuno è stato magmatico, ed ha proposto e riversato nel giornale numerosi contenuti sia lunghi che brevi. Addirittura quotidianamente.
Altri, invece, hanno realizzato studi davvero molto approfonditi, proprio come piacciono a noi e come si conviene ad una rivista scientifica, espressione di un Centro Studi dal taglio particolare, come è il nostro. Tali lavori hanno chiesto un impegno non da poco e costituiscono già i capisaldi e l’ossatura del nostro giornale, perché vengono letteralmente. Alcuni di essi sono stato letti e “studiati” anche a distanza di parecchi giorni dalla loro pubblicazione.

Alcuni autori invece hanno atteso settimane prima di vedere pubblicato un loro contributo: guarda caso, però, i contributi pubblicati dopo un opportuno periodo di “decantazione” sono stati quelli più letti e più apprezzati. Mi riferisco agli articoli più lunghi, che hanno parlato di alcuni fenomeni criminali, sviscerandone le caratteristiche in maniera anatomica.

In secundis, un doveroso ringraziamento va al webmaster di questo sito, che ha davvero svolto un lavoro certosino, silente e noioso, in continua evoluzione, e che permette alla nostra piattaforma di perfezionarsi giorno dopo giorno e settimana dopo settimana.
Altrettanto doveroso è il riconoscimento da tributare alla segreteria di redazione – coincidente con quella del Centro Studi Criminologici – che ha curato tutta la parte amministrativa, cartacea, archivistica e burocratica per consentire ad euNOMIKA di funzionare.
Ovviamente il ringraziamento più grosso va ancora alla Presidenza ed alla Direzione del Comitato Scientifico del Centro Studi Criminologici, nella veste di editore.

E’ giusto cominciare dai ringraziamenti, quando si traccia un bilancio consuntivo, perché – senza le figure chiave che ho citato – questo progetto non sarebbe mai decollato. E, come è chiaro, i primi passi sono sempre i più difficili. La macchina è già perfettamente oliata, grazie alle figure che ho elencato, ma la manutenzione è sempre una cosa seria, delicata, difficile. Deve essere costante e non si può mai interrompere. Lo immaginavo, ma non me ne rendevo conto.

Abbiamo pubblicato quasi trenta articoli, tutti di contenuto scientifico, che hanno ricevuto numerose visualizzazioni – anche dopo poche ore dalla divulgazione – ed in ogni parte del mondo.
Ogni articolo è stato dagli autori scritto, studiato, migliorato, riletto e poi riscritto. Ogni articolo racchiude in sé un’attività di approfondimento, molto spesso corroborata dalla consultazione meticolosa di una lunga bibliografia.
Anche le “Pillole di Eunomìa” – custodite nella pagina che raccoglie gli articoli più brevi – sono delle vere e proprie perle di sapere criminologico, giuridico o sociologico, che racchiudono sempre, in formato ridotto, una versione più o meno controversa, più o meno veloce da leggere, ma pur sempre capace di suscitare ulteriore interesse per l’argomento trattato.

Abbiamo tentato, in qualche modo, di conferire sin da subito un taglio accademico e di approfondimento al giornale, ben sapendo che certi “malloppi” sono difficili da digerire e ben consapevoli del fatto che le nostre materie d’elezione sono riservate ad un pubblico di appassionati. E’ così e basta: è quello che volevamo, e ci siamo riusciti. Anzi no: ci stiamo riuscendo. Ci riusciremo ancora.

Sono felice di ammantarmi di un minimo di superbia, ritenendo che il risultato previsto per il primo bimestre è stato pienamente raggiunto e che siamo sulla strada “maestra”, sempre fermo restando l’obbligo di continuare a migliorare, e sempre restando fedeli ad una sorta di voto “laico” improntato sul lifelong learning professionale e redazionale.

Per esempio, siamo perfettamente riusciti nell’intento di creare una piccola community di professionisti attorno al giornale. Community che è in continuo sviluppo. La pubblicazione dei curricula, unitamente a mirate campagne social, ha fatto sì che più di qualche professionista sia stato contattato, anche solo per un consiglio o per dei chiarimenti su quanto scritto.
E così – a titolo esemplificativo – esiste già più di qualcuno di Milano che ha scritto su euNOMIKA, e più di qualcuno che invece risiede in Campania. Ovviamente, è il Lazio a primeggiare… ma non dubito che il virus euNOMIKA si spargerà presto in tutta la penisola.
Numerose e quotidiane, inoltre, sono state le richieste di collaborazione pervenuteci da professionisti che non conoscevamo e con cui abbiamo avviato un proficuo rapporto di collaborazione. Penso, per esempio, agli amici del MISAP – Multidisciplinary Institute for Security management and Antisociality Prevention di Ancona.

Molti altri professionisti ci hanno scritto, offrendoci il loro tempo ed il loro impegno per pubblicare dei veri e propri masterpieces.
Per alcuni di loro, ahinoi, abbiamo dovuto declinare l’offerta.
Molti altri pezzi, invece, sono ancora in lavorazione (un articolo scientifico vero richiede tempo e pazienza) e presto saranno pubblicati su queste colonne virtuali.

Sebbene gli strumenti social di cui disponiamo siano stati ampiamente utilizzati da tutti coloro che a vario titolo collaborano con euNOMIKA, ritengo sia necessario continuare a migliorare la nostra politica SEO e la nostra presenza sui social media.
In questo, il nostro impegno dovrà necessariamente aumentare.
La ragione, però, non è insita in una necessità di lucro. Del resto, il nostro progetto non ha tali finalità. O meglio, un desiderio di lucrare c’è: non è un lucro quantificabile in danaro, ma è sicuramente un lucro che deriva dalla passione per le materie che trattiamo e dal desiderio di farle conoscere, offrendo ai nostri lettori la nostra esclusiva e personale chiave di lettura.
Il nostro lucro, in sintesi, risiede proprio nel soddisfacimento del desiderio di vanità che intimamente proviamo quando sappiamo che siamo stati letti, che di un “nostro” argomento si è trattato, che una nostra tesi è stata condivisa o, meglio ancora, criticata.

Sotto il profilo divulgativo – in ambito scientifico o accademico – ci piacerebbe poter un giorno diffondere dei nostri “annales” cartacei, dove collazionare in maniera ragionata gli articoli di approfondimento più corposi, più letti o, perché no, anche più controversi. Bisognerà scegliere se realizzare un’antologia di lavori differenti o creare delle vere e proprie monografie di approfondimento sui nostri core business.

Sicuramente cercheremo di perfezionare i contenuti di taglio internazionale ed in ambito giuslavoristico ed amministrativo e dovremo meglio addentrarci nel settore delle scienze dell’organizzazione e della formazione.

Ma, si sa, il tempo è galantuomo.

A tutti, grazie per averci letto e per volerci leggere in futuro.

A tutti, un buon Natale ed un buon 2020, ricco di soddisfazioni umane e professionali.

Domenico Martinelli

 

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