Diritto tributario

La collaborazione dei Comuni nelle attività di contrasto all’evasione fiscale

Il Legislatore ha attribuito da molto tempo ai Comuni un ruolo importante in termini di collaborazione nelle attività finalizzate al contrasto all’evasione/elusione fiscale, vista la loro qualità di enti territoriali più prossimi alle comunità locali.
Il percorso parte da lontano, dall’art. 44 del DPR 29.09.1973 n. 600, in cui per la prima volta si palesa la previsione della partecipazione dei Comuni nelle attività di accertamento dei redditi delle persone fisiche sancendo l’avvio della collaborazione delle Amministrazioni dello Stato nello scambio di flussi informativi utili alla determinazione della corretta base imponibile dei contribuenti.
L’art. 1, comma 1, D.L. 30.09.2005 n. 203 con lo scopo di attuare misure di contrasto più incisive verso il fenomeno dell’evasione fiscale, ha incentivato l’attività di collaborazione dei Comuni all’accertamento dei tributi statali e dei contributi previdenziali e assistenziali, già prevista in precedenza, informandola su principi di economicità, efficienza e collaborazione amministrativa, introducendo il riconoscimento agli Enti Locali di quote di compartecipazione sulle maggiori somme relative a tributi statali riscosse a titolo definitivo nonché delle sanzioni civili applicate sui maggiori contributi riscossi a titolo definitivo.
Il Decreto Legge 30 settembre 2005, n. 203 demandava poi a successivi provvedimenti del Direttore dell’Agenzia delle Entrate di concerto con l’INPS e la Conferenza Unificata l’attuazione delle misure in esso previste attraverso la predisposizione delle modalità tecniche di trasmissione ed elaborazione dei flussi informativi trasmessi anche in via telematica.
Con il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 dicembre 2007 sono stati definiti aspetti di rilievo quali la natura della partecipazione, la qualità delle segnalazioni, gli ambiti di intervento e la tutela dei dati personali trasmessi.
La partecipazione deve essere svolta tendo conto della distinzione dei ruoli, delle competenze e dei poteri istituzionali rispettivamente riferiti ai comuni ed all’Agenzia delle entrate, nel condiviso intento di assicurare il progressivo sviluppo di ogni utile sinergia per il contrasto all’evasione fiscale, secondo criteri di collaborazione amministrativa.
Le segnalazioni che i Comuni trasmettono debbono essere “segnalazioni qualificate”, intendendosi per tali “le posizioni soggettive in relazione alle quali sono rilevati e segnalati atti, fatti e negozi che evidenziano, senza ulteriori elaborazioni logiche, comportamenti evasivi ed elusivi” quindi, informazioni suscettibili di utilizzo ai fini dell’accertamento dei tributi erariali diretti e indiretti o dei contributi assistenziali e previdenziali.
I principali ambiti di intervento di competenza comunale utili per le segnalazioni all’Agenzia delle Entrate e la Guardia di finanza sono individuati nei settori:
-Commercio e attività professionali;
-Urbanistica e territorio;
-Proprietà edilizia e patrimonio immobiliare;
-Segnalazioni di residenze fiscali all’estero;
-Beni indicanti capacità contributiva.
Il Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 3 dicembre 2007 fornisce esempi puntuali di segnalazione per ciascuno degli ambiti di collaborazione come per esempio lo svolgimento di attività d’impresa o di lavoro autonomo senza partita IVA, ricavi/compensi incoerenti rispetto a quelli dichiarati, affissioni pubblicitarie abusive, enti non commerciali con attività lucrativa non dichiarata, imprenditori e professionisti che hanno partecipato ad attività di abusivismo edilizio, proprietà o altri diritti reali su immobili non dichiarati, locazioni con contratti non registrati, omesse dichiarazioni IMU in assenza di dichiarazioni di redditi fondiari e TARI per gli immobili locati in nero, segnalazioni di residenze fiscali all’estero e la disponibilità di beni che indicano capacità contributiva non giustificata dai redditi dichiarati dai componenti del nucleo familiare del soggetto.
Lo scambio dei dati nell’ambito della collaborazione tra Amministrazioni Pubbliche trova un limite nel rispetto del principio di pertinenza e non eccedenza dei dati personali trasmessi.
Nel il protocollo d’intesa nazionale e nelle apposite convenzioni e protocolli d’intesa locali, sono stabilite le linee propriamente operative della collaborazione che consentono alle segnalazioni qualificate di essere indirizzate dalla procedura informatica direttamente agli uffici dell’Agenzia delle Entrate oppure, alla Guardia di Finanza, a seconda della competenza operativa, così da snellire le attività istruttorie e velocizzare le procedure di accertamento.
L’incentivo erogato agli Enti locali sulle somme riscosse a titolo definitivo è andato nel corso del tempo aumentando dalla percentuale inizialmente fissata del 30% (art. 1 c.1 d.l. 30.09.2005, n. 203) elevata al 33% (articolo 18, comma 5, Dl 78/2010) e quindi portata a regime al 50% (articolo 2, comma 10, Dlgs 23/2011). Successivamente la quota è stata fissata al 100% a decorrere dal 2012, fino ad arrivare, per effetto di una serie di proroghe, al 2019 (da ultimo con l’articolo 4, comma 8-bis, Dl 193/2016), ciò a segnalare la reale volontà ed urgenza del Legislatore di porre in atto misure di contrasto all’evasione/elusione fiscale utilizzando anche l’aiuto dei Comuni.
Gli ultimi dati parlano di oltre 96mila segnalazioni qualificate inviate nel periodo 2009-2017, l’emissione di oltre 17mila avvisi di accertamento e la collaborazione di 1.059 comuni.
Nel periodo 2013-2016 l’attività dei comuni ha portato al recupero di 70 milioni di euro.
La maggior parte delle segnalazioni ha riguardato il settore edilizio e proprietà immobiliari e dei beni indicanti capacità contributiva.
Vista la sua natura di ente pubblico più prossimo alla collettività locale, il Legislatore attraverso la collaborazione dei Comuni all’attività di accertamento fiscale, riconosce all’Ente Locale un ruolo nella lotta al contrasto all’evasione ed elusione fiscale, consentendo la messa a disposizione del “patrimonio di dati” in possesso di quest’ultimo a favore dell’Agenzia delle Entrate, INPS e Guardia di Finanza per fornirgli ulteriori strumenti d’accertamento.
Nel contesto odierno, con lo sviluppo delle tecnologie informatiche, l’attività di collaborazione tra i diversi Enti che compongono la Pubblica Amministrazione è da considerare una best practice che ha l’obiettivo primario dell’aumento della riscossione delle somme evase al Fisco e all’Ente di Previdenza ed Assistenza.
La possibilità dei Comuni di affiancare gli Organi istituzionalmente preposti in particolare, la Guardia di Finanza, mediante la fornitura di dati aggiuntivi ricavati dalla conoscenza del territorio locale, sempre nel rispetto delle relative competenze, amplia la banca dati informativa a disposizione della Pubblica Amministrazione anche nell’ottica di individuazione di situazioni di criminalità organizzata e di grandi evasori per i quali l’evasione/elusione fiscale integra la fattispecie del reato penale tributario nel caso in cui, l’evasione accertata superi le soglie degli importi stabiliti dal Legislatore.

Dott. Claudio Bonifaci

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