Enti locali

L’importanza dell’utilizzo e della condivisione delle banche dati tra Pubbliche Amministrazioni come strumento di contrasto all’evasione tributaria per i Comuni.

Le diverse “banche dati” comunali raccolgono informazioni di vario genere relative alla collettività che compone il territorio comunale e rappresentano un patrimonio informativo indispensabile per il Comune finalizzato allo svolgimento dei compiti istituzionali.
Per gli Uffici Tributi comunali l’incrocio di più banche dati rappresenta lo strumento fondamentale per la conoscenza del territorio e dei contribuenti.
Le informazioni possono essere interne laddove possedute direttamente dal Comune mentre, sono esterne quelle in possesso delle altre Amministrazioni pubbliche, l’incrocio dei dati consente da un lato il rafforzamento delle misure di contrasto ai fenomeni di evasione ed elusione tributaria, dall’altro può consentire la semplificazione degli obblighi tributari a carico del contribuente.
Le principali banche dati interne ai Comuni sono rappresentate da quella tributi (“Imu”,” Tari”, “Tasi”, Tosap, ICP ecc.), anagrafica, commercio, pratiche edilizie, verbali di Polizia Locale, Servizi Sociali ecc.. mentre, le banche dati esterne sono rappresentate dal sistema “Siatel/Punto Fisco”, “Sister”, Registro atti notarili (MUI), “Aci/Pra”, “Telemaco” e dati “Inps”.
Gli incroci dei dati possono essere diversi a seconda della tipologia di accertamento svolto (es. accertamento IMU, TARI, TOSAP ecc.) di seguito sono esposti solo alcuni esempi di incrocio di dati di banche dati differenti per l’attività di accertamento da parte del Comune:

  • Verifica dell’abitazione principale ai fini IMU con eventuali altre destinazioni d’uso: tale attività coinvolge la banca dati delle dichiarazioni IMU/TASI, la banca dati catastale SISTER, la banca dati anagrafica dei residenti, la banca dati Siatel per le forniture dei contratti di locazione e per le utenze elettriche;
  • Verifica evasione Tassa rifiuti: questo controllo può coinvolgere diverse banche dati tra cui quella dell’Anagrafe comunale, quella del Catasto per i dati metrici, quella del Siatel per i contratti di locazione ed energia elettrica, la banca dati Imu/Tasi, banca dati consegna kit raccolta differenziata;
  • Verifica del valore delle aree edificabili: tale controllo si effettua sul valore dichiarato nell’atto di compravendita confrontato con il valore delle aree stabilito nella delibera comunale.
  • Verifica degli immobili fantasma: Banca dati catastale Sister, banca dati vigilanza edilizia, dichiarazioni IMU/TASI e dichiarazioni TARI;

Con questi pochi esempi si comprende quanto sia fondamentale il contributo che gli incroci e l’aggiornamento delle diverse banche dati possono portare all’attività di contrasto all’evasione ed elusione tributaria.
Altro aspetto meritevole di attenzione sul tema della condivisione delle banche dati tributarie è rappresentato invece, dalla semplificazione degli obblighi tributari a carico del contribuente in quanto, la conoscenza dei dati può in molti casi rendere superflua la trasmissione di dichiarazioni da parte dello stesso.
La manifestazione di ciò si è avuta con la Legge 147/2013 art. 1 c. 688 che ha previsto la possibilità di trasmissione degli avvisi di pagamento dei principali tributi locali precompilati al contribuente.
Il contribuente quindi non deve più preoccuparsi di calcolare il tributo dovuto al Comune e provvedere al pagamento ma è compito dell’ente locale estrapolare i dati del contribuente e fargli recapitare l’avviso di pagamento precompilato.
Per i Comuni in alcuni casi però, soprattutto relativi alla soppressa tasi, non è di facile realizzazione e gli stessi enti in sostituzione del modello di pagamento precompilato forniscono un software di calcolo dell’IMU e della TASI sui loro siti istituzionali per agevolare comunque il contribuente nel calcolo dell’imposta.
In ottica di semplificazione degli adempimenti fiscali tale prassi invece, è già stata attuata dall’Agenzia delle Entrate con la cd. Dichiarazione precompilata ossia la dichiarazione sul reddito delle persone fisiche elaborata annualmente dalla stessa Agenzia sulla base dei documenti spesa raccolti.
Il tema della condivisione delle banche dati delle Pubbliche Amministrazioni è un argomento centrale nello svolgimento delle attività finalizzate alla lotta all’evasione fiscale da parte degli enti locali, soprattutto quando si parla di banche dati esterne al Comune.
Gli enti locali, nonostante la normativa vigente favorisce lo scambio di dati tra pubbliche amministrazioni, riscontrano difficoltà nella condivisione dei dati con altre amministrazioni perché, spesso per l’accesso al servizio è richiesto il pagamento di un corrispettivo da parte di quest’ultime.
La normativa relativa alla collaborazione delle Amministrazioni Pubbliche nella lotta all’evasione fiscale ha avuto una evoluzione, già con il D.P.R. 445/2000 art. 43 c.4 era previsto che “Al fine di agevolare l’acquisizione d’ufficio di informazioni e dati relativi a stati, qualita’ personali e fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici registri, le amministrazioni certificanti sono tenute a consentire alle amministrazioni procedenti, senza oneri, la consultazione per via telematica dei loro archivi informatici…”.
Concetto riproposto successivamente dal D.Lgs. 82 del 7 marzo 2005 Codice dell’Amministrazione Digitale in cui all’art. 50 c.2 è previsto che qualunque dato trattato da una Pubblica Amministrazione, fatte salve alcune esclusioni, è reso accessibile e fruibile alle altre amministrazioni per lo svolgimento di compiti istituzionali senza oneri a carico dell’amministrazione richiedente.
Nel giugno 2013 “l’Agid” ha emanato le “Linee guida per la stesura di convenzioni per la fruibilità di dati delle pubbliche amministrazioni” in cui ha ribadito che tutte le convenzioni per accesso telematico devono avvenire senza oneri per le amministrazioni richiedenti.
Nel 2016 il Dipartimento Risorse Economiche – U.O. Gestione delle Entrate da Contravvenzioni del Comune di Roma che osservati gli elevati costi sostenuti dall’amministrazione per la consultazione della banca dati Aci-Pra e MCTC, stante la risposta negativa di ACI e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, su proposta dell’Avvocatura comunale interpellato l’Agid e l’Avvocatura Generale per dirimere la questione sulla legittimità della richiesta di pagamento del servizio.
Nell’ambito delle misure di contrasto all’evasione tributaria i comuni si devono impegnare, dove ancora non realizzato, a predisporre gli strumenti telematici che consentano di mettere in comunicazione le proprie banche dati interne (tributaria, anagrafica, suap, commercio, edilizia, servizi sociali, ecc..), mentre per quanto riguarda l’accesso alle banche dati esterne ancora oggi purtroppo, nonostante le varie norme sopra citate consentano la consultazione senza oneri a carico dei comuni, si verifica che alcune amministrazioni pubbliche non rendono fruibili i dati in loro possesso, se non dietro il pagamento di un corrispettivo.
La fornitura dei dati a pagamento però, può in alcuni casi rendere eccessivamente onerosa oppure, limitare l’attività accertativa contro l’evasione laddove, i comuni non riescano per esigenze di bilancio a far fronte alle richieste economiche delle altre amministrazioni titolari delle banche dati.
La lotta all’evasione fiscale passa per la razionalizzazione delle banche dati pubbliche e sull’incrocio dei dati da parte delle amministrazioni finora limitati invece ai singoli settori.
L’Autorità garante per la privacy riguardo l’uso dei dati è favorevole al loro utilizzo nel rafforzamento delle attività di lotta all’evasione limitandosi ad indicare delle linee guida per la protezione dei dati personali.

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