Diritto amministrativo

Lo Stato, il sostegno all’economia e gli strumenti pubblici di erogazione di credito alle imprese. Il ruolo di SACE S.p.a. dalle origini al D.L. 8.4.2020 n. 23.

1. Premessa.
L’istituzione del lockdown, dovuto all’emergenza Covid-19, si è reso necessario per il contenimento dell’epidemia avendo tuttavia un innegabile effetto distorsivo sull’andamento dell’economia nazionale.
Per due mesi migliaia di attività commerciali, imprese appartenenti alle filiere non essenziali, etc. hanno subito un periodo di completa stasi, che associato al crollo dei consumi interni, per alcuni settori con punte sino all’80%, ne hanno drenato la liquidità e pregiudicato la stessa esistenza.
Lo Stato è intervenuto, sia nell’alveo del quadro giuridico esistente che introducendo delle significative innovazioni, al fine di sostenere la resilienza dell’economia nazionale nel suo complesso. Scopo del presente contributo è proprio l’esegesi degli strumenti disponibili, con particolare riferimento alla erogazione del credito alle imprese.
Sotto tale profilo, il perno della strategia statale poggia sul rafforzamento del ruolo di alcune società in controllo pubblico mediante la previsione di meccanismi di finanziamento agevolato nel rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato.
In tal senso, appare utile una definizione del ruolo assunto da SACE S.p.a. nell’ambito del presente momento emergenziale.

2. Origini e Governance.
La Sace (Servizi Assicurativi del Commercio Estero, di seguito anche solo “la Società”) è una società per azioni il cui capitale è detenuto interamente da Cassa Depositi e Prestiti (di seguito anche solo “CDP”). Tuttavia, la forma giuridica attuale è frutto di una lunga evoluzione normativa. Infatti, con l. n. 24.05.1977 n. 227 (Disposizioni sull’assicurazione e sul finanziamento dei crediti inerenti alle esportazioni di merci e servizi, all’esecuzione di lavori all’estero nonché alla cooperazione economica e finanziaria in campo internazionale) è stata istituita, in seno all’Istituto nazionale delle assicurazioni (I.N.A.), “la Sezione speciale per l’assicurazione del credito all’esportazione – SACE” (Art. 2). Con la creazione di tale ente, dotato di personalità giuridica di diritto pubblico, il Governo ha inteso fornire uno strumento di sostegno all’export in favore delle imprese italiane. La prima trasformazione è avvenuta con d.lgs. 31.03.1998 n. 143 (Disposizioni in materia di commercio con l’estero, a norma dell’articolo 4, comma 4, lettera c), e dell’articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59) con cui SACE è divenuta un Ente Pubblico vigilato dal Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Infine, con l’art. 6 del D.L. 30.09.2003 n. 269, conv. con l. 24.11.2003 n. 326, l’Ente è stato trasformato in società per azioni. Nelle more di tale riorganizzazione sono state ridefinite anche le strategie di sostegno all’export mediante la costituzione o l’acquisizione di società ad hoc il cui capitale azionario è detenuto interamente o per la maggior parte da SACE S.p.a. nelle seguenti proporzioni:
a. 100% di SACE BT (attiva nell’assicurazione del credito a breve termine);
b. 100% SACE Fct (attiva nel mercato del factoring) [1];
c. 76% di SIMEST [2].
Inoltre, sono stati aperti numerosi uffici all’estero soprattutto nei paesi che nel corso del tempo hanno garantito migliori performance di sviluppo economico.
Nel 2012 l’intero pacchetto azionario della Società è stato trasferito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze a Cassa Depositi e Prestiti. Mentre, dal 30.09.2016, il 76% del capitale azionario di SIMEST S.p.a è stato acquisito da SACE S.p.a. poiché il Consiglio di amministrazione di Cassa Depositi e Prestiti, in sede di approvazione del Piano Industriale 2016-2020 dell’intero gruppo, ha ritenuto di attuare il rafforzamento del supporto all’export e all’internazionalizzazione, attraverso l’attivazione, sotto la regia di SACE s.p.a., ed in coordinamento con SIMEST s.p.a., di un presidio unico per le relative attività sia in ambito assicurativo che finanziario.
La governance di SACE, delineata negli artt. 13 e 14 dello Statuto, è improntata a un modello di tipo tradizionale [3] fondato sulla presenza di due organi nominati, in conformità con quanto previsto dall’art. 2380 c.c., dall’assemblea dei soci (CDP nel caso di specie). In particolare:
a. un consiglio di amministrazione che ha poteri gestori;
b. un collegio sindacale che svolge la funzione di organo di controllo,
Infine, SACE S.p.a si avvale dell’Avvocatura dello Stato per le attività che beneficiano della garanzia statale nonché risulta soggetta al controllo della Corte dei Conti.

3. La Mission.
La mission di SACE S.p.a è focalizzata sul supporto delle imprese italiane nei processi di internazionalizzazione mediante un’assistenza di tipo tecnico e finanziario all’implementazione delle relative strategie. In tal senso, è indicativa l’espressione utilizzata nelle more dell’art. 6 D.L. 30.09.2003 n. 269, come modificato dal D.L. 8.4.2020 n. 23, laddove stabilisce al comma 9 che la finalità istituzionale della Società risiede nel favorire “l‘internazionalizzazione del settore produttivo italiano, privilegiando gli impegni nei settori strategici per l’economia italiana in termini di livelli occupazionali e ricadute per il sistema economico del Paese, nonché gli impegni per operazioni destinate a Paesi strategici per l’Italia”.

3.1. Le funzioni fondamentali come delineate nel D.lgs. 31.03.1998 n. 143.
Il supporto di tipo finanziario è stato principalmente indirizzato a favorire l’erogazione dei prestiti alle imprese nazionali, internazionali, che svolgano attività strategiche per l’economia italiana. Pertanto, le garanzie sono state rilasciate per prestiti contratti con “banche nazionali, nonché banche estere od operatori finanziari italiani od esteri quando rispettino adeguati princìpi di organizzazione, vigilanza, patrimonializzazione ed operatività, per crediti concessi sotto ogni forma e destinati al finanziamento delle suddette attività, nonché quelle connesse o strumentali. Le garanzie e le coperture assicurative possono inoltre essere concesse in favore di sottoscrittori di prestiti obbligazionari, di cambiali finanziarie, di titoli di debito e di altri strumenti finanziari connessi al processo di internazionalizzazione di imprese italiane” (Art. 2 co. 1 d.lgs. 143/1998).
In buona sostanza, i prestiti a favore delle imprese vengono erogati da quelle persone giuridiche abilitate all’esercizio del credito. L’erogazione viene favorita attraverso la concessione di coperture assicurative o di riassicurazione [4] da parte di SACE S.p.a., in conformità ai parametri stabiliti con delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) su proposta del MEF tenuto conto della normativa internazionale ed europea.

3.2. Le garanzie assicurative delineate ex art. 6 D.L. 30.09.2003 n. 269.
La trasformazione dell’Ente Pubblico in Società per Azioni ha comportato una ridefinizione dei compiti e un ampliamento degli strumenti a disposizione per il perseguimento delle finalità istituzionali. Infatti, oltre la normale concessione di garanzie sui prestiti, a loro volta garantite dalle finanze statali nei limiti risorse stanziate con legge di bilancio (comma 9), la Società “può acquisire partecipazioni in società estere in casi direttamente e strettamente collegati all’esercizio dell’attività assicurativa e di garanzia ovvero per consentire un più efficace recupero degli indennizzi erogati” (comma 14) in accordo con Simest S.p.a. Inoltre, è stato espressamente specificato che è prevista la possibilità di svolgere attività assicurativa seppure a condizioni di mercato (comma 15) e in conformità con la normativa in materia di assicurazioni.
Le garanzie sui prestiti concessi dagli intermediari finanziari sono state concepite per essere rilasciate in nome proprio e per conto dello Stato.
Tuttavia, è stato ulteriormente precisato che nel caso in cui determinate garanzie costituiscano una eccessiva concentrazione di risorse, a favore di un unico soggetto del portafoglio complessivo, tale impiego deve essere espressamente autorizzato con decreto del MEF.

4. La ridefinizione delle garanzie e la centralità del ruolo di SACE nel rilancio dell’economia nazionale alla luce del D.L. 8.4.2020 n. 23.
L’esplosione dell’emergenza sanitaria legata al “coronavirus” ha determinato un rilevante impatto economico [5] sotto forma di un drastico calo dei consumi, dei redditi e, conseguentemente, della liquidità delle imprese. Pertanto, il Governo, al fine di garantire la sopravvivenza del tessuto economico nazionale, ha coinvolto SACE S.p.a. quale player principale, insieme al Fondo di Garanzia istituito presso il Microcredito Centrale [6] in seno al Ministero dello Sviluppo Economico. In particolare, sono stati previsti 400 miliardi di Euro di garanzie sui prestiti a sostegno dell’economia. Di questi, 200 sono stati assegnati agli operatori votati all’export con l’obiettivo fornire la liquidità necessaria alle imprese. Al fine di perseguire l’ambizioso risultato operativo di sostenere e rilanciare l’economia nazionale è stata ridefinita anche la governance della Società. Infatti, in forza dell’art. 1 co. 1 D.L. 23/2020, la strategia industriale e commerciale di SACE dovrà essere concordata con Cassa Depositi e Prestiti. Tuttavia, la stessa CDP sarà obbligata a sua volta a concordare il proprio indirizzo di voto, in merito alla nomina degli organi sociali nonché per la gestione della propria partecipazione, con il MEF e il Ministero degli Affari Esteri. In tal senso, valorizzando decisamente la finalità pubblica perseguita da SACE S.p.a., la nuova governance prevede un sostanziale distacco da logiche prettamente di mercato. Infatti:
a. viene sottratta all’attività di indirizzo e coordinamento da parte di CDP dovendo concordare direttamente la propria strategia industriale con il MEF;
b. sotto altro profilo, la stessa concessione delle garanzie viene privata di qualsiasi forma di costo e quindi di redditività. In buona sostanza, la garanzia diviene gratuita.

4.1. Il sostegno all’export.
Nelle more del D.L. n. 23/2020, è stato rafforzato il core business della Società focalizzato sull’export mediante l’adeguamento della normativa alla situazione eccezionale insorta negli ultimi mesi. L’intervento normativo si è rivelato assolutamente rilevante. In tal senso, sono stati aggiunti i commi 9-bis, 9-ter, 9-quater, 9-quinquies, 9-sexies, 9-septies e 9-octies e integrati i commi rimanenti al fine di delineare in maniera precisa la portata dell’intervento. In buona sostanza, non cambia il focus di operatività incentrata sulle garanzie rilasciate a copertura dei finanziamenti concessi dalle banche, o comunque da soggetti abilitati all’esercizio del credito (Art. 1 co. 1).
Tuttavia, in considerazione della delicatezza del momento, è stato previsto un sostanziale ampliamento delle possibilità di rilascio delle garanzie in virtù del fatto che esse possano essere assicurate a condizioni non di mercato in quanto gratuite. In tal senso, “SACE S.p.A. assume gli impegni derivanti dall’attività assicurativa e di garanzia dei rischi definiti non di mercato dalla normativa dell’Unione Europea, di cui al comma 9, nella misura del dieci per cento del capitale e degli interessi di ciascun impegno. Il novanta per cento dei medesimi impegni è assunto dallo Stato in conformità con il presente articolo, senza vincolo di solidarietà”. In ogni caso, le garanzie assicurative rilasciate a beneficio di determinati soggetti in grado di assorbire gran parte degli stanziamenti statali (che confluiscono in fondo costituito ad hoc [7]) a copertura deve essere autorizzato “con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sentito il Comitato per il sostegno pubblico all’esportazione”.
Sono inoltre stati previsti degli interventi focalizzati su alcune operazioni considerate strategiche per l’economia nazionale quali:
a. la cantieristica navale;
b. la difesa nel limite di 5 miliardi.

4.2. Il sostegno alla liquidità.
Il ruolo di SACE è stato inoltre esteso sino a ricomprendere una funzione del tutto inedita ovverosia la garanzia sulla erogazione di liquidità alle imprese prescindendo dal proprio core business o mandato pubblico focalizzato sul sostegno all’export. Il prestito viene materialmente erogato dal soggetto abilitato all’esercizio del credito, previa corresponsione di un tasso di interesse minimo, e sarà rimborsabile in 6 anni con preammortamento per i primi due1. La garanzia di Sace S.p.a. è gratuita e finalizzata a fornire un ombrello protettivo per i finanziamenti per un importo massimo del:
a. 90% Imprese con fatturato di Gruppo Globale ? 1,5 mld € o numero dipendenti Italia di Gruppo < 5.000;
b. 80% Imprese con fatturato di Gruppo Globale > 1,5 mld € e ? 5 mld € con numero di dipendenti Italia di Gruppo ? 5000
c. 70% Imprese con fatturato di Gruppo Globale > 5 mld €.
I destinatari dei finanziamenti così regolati sono quelle imprese: i) aventi sede legale in Italia; ii) trovatisi in difficoltà finanziarie [8] per causa dell’emergenza coronavirus (non coloro che presentavano sofferenze a scapito del comparto bancario alla data del 31.12.2019); iii) avevano utilizzato fino a capienza la quota loro consentita del fondo PMI istituito presso il Mediocredito Centrale sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico.
Quanto alla summenzionata remunerazione delle banche erogatrici si precisa che essa viene assicurata attraverso l’applicazione di un tasso di interesse che, al fine di agevolare ulteriormente le imprese, dovrebbe essere “inferiore al costo che sarebbe stato richiesto dal soggetto o dai soggetti eroganti per operazioni con le medesime caratteristiche ma prive della garanzia” (Art. 1 co. 2 let. m))
In ogni caso, l’importo del finanziamento non potrà superare il 25% del fatturato del richiedente in Italia calcolato sul bilancio consolidato inerente al 2019. “La garanzia è a prima richiesta, esplicita, irrevocabile, in concorso paritetico e proporzionale tra garante e garantito e conforme ai requisiti previsti dalla normativa di vigilanza prudenziale ai fini della mitigazione del rischio”. Inoltre, la richiesta di liquidità è giustificata per: “(i) investimenti, (ii) costi del personale, o (iii) capitale circolante, esclusivamente per stabilimenti produttivi e attività imprenditoriali localizzati in Italia.”. Pertanto, non sono ammesse quelle richieste volte a ottenere: “(i) rifinanziamento di finanziamenti già ottenuti, (ii) riacquisto azioni proprie e (iii) acquisizioni societarie”.
5. Compatibilità con la normativa in materia di aiuti di stato.
È innegabile che in condizioni non emergenziali l’intervento governativo varato con D.L. 23/2020 confliggerebbe con la normativa europea in materia di aiuti di stato come declinata negli artt. 107 e 108 TFUE (Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea) oltre che nel Regolamento della Commissione (UE) N. 651/2014 del 17 Giugno 2014. In particolare, al fine di favorire la concorrenza tra gli operatori economici, sarebbero in linea di massima stigmatizzate tutte quelle pratiche volte a distorcere il regolare funzionamento delle stesse dinamiche di mercato attraverso l’erogazione di incentivi oltre una determinata soglia ovverosia di intervento diretto dello stato nell’economia se non a condizioni di mercato. Tuttavia, l’art. 107 co. 2 let. b) TFUE mantiene dei residuali spazi di manovra allorquando la Commissione accerti: “(i) l’eccezionalità dell’evento e (ii) l’assenza di sovra-compensazione”, al fine di evitare l’attribuzione di vantaggi patrimoniali che travalichino le esigenze emergenziali. In ogni caso, è necessaria l’approvazione della Commissione una volta accertata la sussistenza “un grave turbamento dell’economia di uno Stato membro” (Art. 107 co. 3 let. b)).
La crucialità della normativa in materia di aiuti di stato emerge con particolare chiarezza nelle more degli artt. 1 e 2 D.L. n. 23/2020 laddove viene stabilito, in conformità con quanto previsto nel TFUE, che “l’efficacia dei commi da 1 a 9 è subordinata all’approvazione della Commissione Europea ai sensi dell’articolo 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea”.
Una parziale apertura era stata esternata con la decisione del 22 marzo 2020, SA.56786 laddove la Commissione Europea ha riconosciuto che “attualmente, l’impatto dell’epidemia di COVID-19 in Italia è di natura e portata tale da consentire il ricorso all’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE. La Commissione può quindi approvare misure nazionali supplementari di sostegno per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro”. Naturalmente, la Commissione Europea ha tenuto a precisare che tali deroghe sono eccezionali e rivestono un carattere temporaneo poiché esclusivamente finalizzate alla salvaguardia dell’economia nazionale dalla crisi di liquidità generata dal lockdown prolungato [9].
Tuttavia, con provvedimenti successivi, le possibilità di deroga sono state ampliate includendo nel perimetro degli aiuti di Stato ammissibili ulteriori e più ampie possibilità di sostegno pubblico.
Infine, “il 9 aprile 2020 è stata avanzata dalla Commissione una ulteriore proposta di ampliamento del campo di applicazione del quadro temporaneo, per dare agli Stati membri la possibilità di varare misure di ricapitalizzazione per le imprese in difficoltà” [10].
Pertanto, gli interventi varati dal Governo italiano sarebbero stati sostanzialmente approvati poiché in linea con gli indirizzi della Commissione Europea, seppure in un orizzonte temporale di fatto limitato.

6. Conclusioni.
La funzione precipua di SACE S.p.a. consiste storicamente nella concessione di garanzie sui prestiti erogati dalle banche con l’obiettivo di sostenere l’export e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Le sue funzioni sono state poi ampliate con un intervento diretto nel campo assicurativo e riassicurativo. Con gli artt. 1, 2 e 3 del D.L. 23/2020 è stato conferito alla Società il mandato di sostenere l’economia nazionale. Ciò ha comportato un adeguamento della governance e delle modalità di svolgimento della propria attività istituzionale. Sono state accantonate quelle logiche prettamente di mercato che guidano i normali processi di una società di capitali per assumere la dimensione plastica di longa manu dello Stato nell’economia in considerazione della peculiare contingenza del momento. Naturalmente, lo svolgimento del nuovo mandato avviene nel quadro della normativa comunitaria laddove la Commissione Europea, seppure in un arco temporale limitato, sino al 31.12.2020, ha approvato una strategia che assume con dirompente evidenza i contorni propri di un massiccio piano di aiuti di stato. Le imprese, al fine di accedere alle garanzie, dovranno inoltrare la richiesta ai soggetti autorizzati all’esercizio del credito i quali inoltreranno la richiesta di garanzia a SACE S.p.a. La Società a quel punto verrà chiamata ad accertare la sussistenza dei requisiti enunciati dal D.L. “Liquidità”. La procedura desta poi delle criticità sotto il profilo della semplificazione dell’istruttoria laddove non ne chiarisce in modo sufficiente i contorni posto che allo stato attuale constano di tempi biblici. Tali tempistiche risultano necessarie al fine di ponderare correttamente il merito creditizio del richiedente. Infatti, la valutazione si intreccia con il tema, da un lato, delle responsabilità civili e penali connesse all’erogazione dei prestiti e, dall’altro, della prudente gestione dei bilanci bancari secondo la regolamentazione bancaria nazionale e internazionale. Sotto tale ultimo, le autorità bancarie internazionali hanno agito su due fronti: a) “è stato annunciato un significativo allentamento dei criteri di idoneità e delle misure di controllo dei rischi applicati alle attività conferibili a garanzia (c.d. collaterale) delle operazioni di rifinanziamento della banca centrale. Le misure sono finalizzate a facilitare l’accesso delle banche al finanziamento e a sostenere il credito a imprese e famiglie”; b) “hanno sfruttato al massimo alcuni elementi di flessibilità presenti nella regolamentazione prudenziale”.
In tal senso, “è stato chiarito che le riserve di capitale (micro e macroprudenziali) e di liquidità al momento disponibili presso le banche possono essere utilizzati per non far mancare il credito all’economia e per far fronte alle perdite connesse con l’inevitabile aumento della rischiosità dei prestiti. Tali riserve sono state infatti concepite dal regolatore proprio per far fronte a situazioni eccezionali[11].
Tali provvedimenti intendono concedere alle banche lo spazio di manovra utile nel rispetto di quei principi di prudente gestione dei bilanci tale da garantire la qualità dei prestiti alle imprese.

Avv. Angelo Ascani

 

Riferimenti bibliografici e note.
[1] Mediante il contratto di factoring un’impresa cede a una società specializzata i propri crediti esistenti o futuri, al fine di ottenere subito liquidità oltre che una serie di servizi inerenti alla gestione del credito ceduto.
[2] Simest S.p.a. è stata istituita con l. 24.041990 n. 100 Sin dalle origini ha operato: i) concedendo finanziamenti a tasso agevolato; ii) acquisisce partecipazioni azionarie in imprese italiane es estere. “Nel corso del 2012 sono intervenute novità legislative (art. 23-bis del d.l. n. 95 del 2012 convertito in legge n. 135 del 2012), che hanno conferito alla Cassa Depositi e Prestiti s.p.a. il diritto di opzione per l’acquisizione della partecipazione azionaria detenuta dal Ministero dello sviluppo economico nella SIMEST; in effetti in data 9 novembre 2012 si è perfezionato il trasferimento della partecipazione azionaria in possesso dello Stato (76 per cento) alla Cassa Depositi e Prestiti che è quindi diventata l’azionista di maggioranza della Società” (Corte dei Conti, Sez. Controllo Enti, DETERMINAZIONE E RELAZIONE SUL RISULTATO DEL CONTROLLO ESEGUITO SULLA GESTIONE FINANZIARIA della SIMEST S.p.A). Dal 30 settembre 2016, il 76% del capitale azionario è detenuto da SACE S.p.a.
[3] Nel Codice Civile sono previsti altro due sistemi di governance: a) monistico, di tipo anglosassone, che vede l’elezione da parte dell’assemblea di un consiglio di amministrazione al cui interno viene designato un comitato per il controllo (Art. 2409 sexiesdecies); b) dualistico, di tipo tedesco, il consiglio di sorveglianza.nominato dall’assemblea dei soci che a sua volta nomina il comitato di gestione (Art. 2409 octies).
[4] In dottrina: “la riassicurazione è un contratto in forza del quale un contraente, chiamato riassicuratore, si obbliga, verso il pagamento di un determinato compenso e a condizioni prestabilite ad indennizzare l’altro contraente, chiamato riassicurato, di una parte convenuta della somma che quest’ultimo dovesse pagare ad un avente diritto in esecuzione di un contratto di assicurazione”. Pertanto, viene garantita una riduzione dei rischi assicurati mediante la loro cessione a compagnie di riassicurazione, ossia società specializzate in questo ramo.
[5] Come certificato nel Documento di Economia e Finanza, il Governo si attende una contrazione del PIL dell’8%.
[6] Il Fondo Centrale di Garanzia per le Piccole e Medie Imprese (di seguito anche solo il Fondo) è stato istituito con l’art. 2 co. 100 let. a) della l. 23.12.1996 n. 662.
[7] Art. 6 co. 9 sexies D.L. 239/2006 “E’ istituito presso il Ministero dell’economia e delle finanze il Comitato per il sostegno finanziario pubblico all’esportazione. Il Comitato è copresieduto dal Direttore Generale del Tesoro o da un suo delegato, e dal Direttore generale competente del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale ed è composto da sei membri, oltre i copresidenti. I componenti del Comitato, ed i rispettivi supplenti che, in caso di impedimento, li sostituiscono, sono nominati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, sulla base delle designazioni effettuate, rispettivamente, dal Ministero dell’economia e delle finanze, dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, dal Ministero dell’interno, dal Ministero dello sviluppo economico, dal Ministero della difesa e del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Ciascun componente partecipa alla riunione con diritto di voto”.
[8] Ai sensi del all’articolo 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014.
[9] Comunicazione 1863/2020 del 22.03.2020.
[10] Comunicazione della Commissione C(2020) 2215; Servizio Studi della Camera dei Deputati “Gli aiuti di Stato nell’attuale epidemia da COVID: il nuovo quadro UE”.
[11] Audizione del Capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia.

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