Polizia locale

Nerola “Zona Rossa”. Esperienza e collaborazione tra Forze di Polizia e Forze Armate. L’excursus dei provvedimenti delle autorità e le azioni pratiche messe in campo dalla Polizia Locale. Il racconto di chi ha operato.

Il 24 marzo 2020, a causa dei numerosi soggetti risultati positivi ai tamponi oro-faringei in una clinica di degenza per anziani, il Presidente della Regione Lazio,  con apposita ordinanza, ha istituito  nel Comune di Nerola la c. d.  “zona rossa covid-19” .
Il Comune di Nerola fa parte dell’Unione della Sabina Romana, in provincia di Roma,ed io ho avuto l’onore ed il privilegio di comandare gli assetti di Polizia Locale e di Protezione Civile.
Tralasciando i tristissimi aspetti di natura sociale, civile e sanitaria che la pandemia ha comportanto, può essere interessante ripercorre qui quanto posto in essere dalle Istituzioni schierate in campo per fornteggiare l’emergenza.
In quei giorni è stata esperita un’attività straordinaria di controllo del territorio in stretto collegamento e coordinamento interforze (Carabinieri, Polizia di Stato, Polizia Locale, Guardia di Finanza ed Esercito Italiano, quest’ultimo impegnato nell’operazione “strade sicure”) con il C.O.C. – Centro Perativo Comunale della Protezione Civile, attivato per la gestione dell’emergenza sanitaria.
Gli equipaggi  hanno presidiato le postazioni fisse situate nelle principali vie di accesso/uscita da e per Nerola, individuate  con apposita ordinanza del Questore e denominate  “Check point“.
La Polizia Locale, oltre che disposta sui vari check point, congiuntamente a 6 operatori provenienti dalla Polizia Roma Capitale, ha vigilato 24 ore su 24 sugli innumerevoli new jersey implementati su ogni strada del comune Sabino.
Parenti ed amici,  sulla linea di confine territoriale, potevano lasciare cibo, medicinali e abbigliamento, che la Protezione Civile – presente su ciascun Check point –  avrebbe successivamente provveduto a consegnare alle persone destinatarie.
Una macchina organizzativa rasente quasi la perfezione.
Tanto la periferia quanto il centro di Nerola, infatti, erano divenuti oramai “zona franca”, una vera e propria trincea dove le uniche armi erano autocertificazioni, guanti e mascherine.
Tutti i componenti le pattuglie sono stati equipaggiati con i dispositivi di protezione individuale dai propri reparti, nonché con fari per i turni serali e notturni.
Successivamente, ad integrazione dell’ordinanza regionale in materia di igiene e sanità pubblica, il Sindaco di Nerola ha emanato, ai sensi degli artt. 50, c. 5 e 54, cc. 4 e 4bis, D.Lgs. n. 267/2000 e s.m.i., un’ordinanza contingibile ed urgente , contenente ulteriori misure per fronteggiare l’epidemia da coronavirus.
Con riguardo al divieto di accesso al Comune di Nerola  sono stati contemplati casi di deroga, previsti per il rientro al domicilio o alla residenza di coloro che si trovavano al di fuori del territorio comunale, nonché per i casi di esenzione, debitamente autorizzati dal Sindaco e relativi essenzialemente al personale impiegato nelle strutture e nei servizi non interessati dalla sospensione delle attività commerciali previste.
Nei quindici giorni di zona rossa, si è assicurata una continua attività di vigilanza tesa alla prevenzione dell’insorgere di conflittualità fra i cittadini, che avrebbero potuto essere strumentalizzate da singoli o da gruppi, anche per il compimento di azioni illecite.
Al termine del proprio turno di servizio, ogni equipaggio di Polizia Locale ha trascritto i risultati dell’attività straordinaria di contenimento e contrasto della diffusione del contagio sull’apposita modulistica.
Ciascun veicolo e ciascun pedone sono stati prontamente sottoposti a controllo, con carico di esibire le proprie autocertificazioni giustificative, relative al motivo della circolazione.
Anche a Nerola, come in tutta Italia, i trasgressori delle ordinanze e dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri sono stati inzialmente sanzionati con l’avvio di un procedimento penale.
Le successive modifiche normative, come noto, hanno poi riqualificato gli illeciti, punendoli con sanzioni amministrative.
Nel frattempo, la ASL di competenza – d’intesa con l’ospedale Spallanzani e l’Ordine Generale dei Medici di Base – ha provveuto a sottoporre a tampone e test sirierologici la gran parte della cittadinanza residente, così creando un vero e proprio “laboratorio” sul campo, preso poi da esempio per ulteriori test ed esami da parte di altri nosocomi e Asl nazionali.
Tutto il mondo ha avuto interesse per la nostra zona rossa e sono stati numerosi i servizi giornalistici e le interviste di caratura nazionale ed internazionale (CNN e BCC comprese) che hanno fatto luce sul piccolo comune della Sabina romana.
Il lavoro di coordinamento tra le varie forze messe in campo è stato estenuante, continuo, senza mai intoppi e interruzioni di qualsivoglia natura.
Una collaborazione schietta, sincera, senza alcun interesse secondario se non quello di garantire una percezione di pieno controllo della situazione.
Un esempio da imitare che – superando le differenze tra divise, gradi, mostreggiature e dipendenze amministrative – ha garantito anzitutto l’ordine e la sicurezzza ma, cosa più imortante, l’incolumità della popolazione.

Dott. Alberto Del Sordo

 

 

 

 

 

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