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“Morte tra le rovine. I segreti dell’indagine criminale”. La bellezza e la complessità delle scienze forensi e dell’arte nel thriller di Carlo Bui.

La copertina del libro

Per prassi, una rivista – specie una rivista di nicchia come la nostra – dovrebbe recensire testi che costituiscano delle novità assolute e non raccontare di libri che – per quanto eccezionali – abbiano fatto la propria comparsa nel mondo editoriale molto tempo prima.
Stavolta però è assolutamente d’obbligo fare un’eccezione, perché casualmente abbiamo scovato un autentico capolavoro che – seppur edito nell’ormai lontano 2006, per i tipi di Centro Scientifico Editore – rappresenta un vero e proprio must per i cultori dei romanzi sorprendentemente complessi, articolati, eruditi e, ciò nonostante, estremamente scorrevoli e piacevoli.
Inoltre non possiamo trascurare il fatto che molti dei professionisti e degli appassionati che, a vario titolo, ruotano attorno alla nostra rivista – ed al Centro per gli Studi Criminologici che la edita – sono dei profondi conoscitori dell’archeologia, della storia dell’antichità e della tutela del nostro infinitamente prezioso patrimonio culturale.
Insomma, per noi, una piacevole e fortunata scoperta.
Stiamo parlando di quello che dovrebbe davvero diventare un best seller, scritto dal poliziotto e criminologo italiano Carlo Bui.
Il dottor Carlo Bui, che oggi ricopre un incarico importantissimo nell’ambito del Ministero dell’Interno, è una figura poliedrica di altissimo livello, che molte Forze di Polizia del mondo (se non tutte) invidiano al nostro Paese e che è ampiamente conosciuto anche dal Federal Bureau of Investigation d’oltreoceano, da numerose Università italiane e straniere e da innumerevoli centri di ricerca e think thank.
Tutte istituzioni con cui collabora o ha collaborato.
Stiamo parlando non solo di un investigatore di razza e di  lungo corso – che ha affrontato i principali casi criminali scientificamente più complessi degli ultimi decenni – ma di un professionista dall’interminabile curriculum, che è riuscito a fare della scienza applicata alle investigazioni un vero e proprio sistema di conoscenze a geometria variabile ed in continua evoluzione ed espansione.
Il tutto a beneficio della legge e della giustizia, della scienza e della ricerca della verità.
Ma veniamo al libro.
Nella Roma contemporanea, un team di investigatori italiani, accompagnati dagli esperti della Polizia Scientifica della Capitale – diretti dal protagonista, il dottor Coralbi, esperto criminologo forense e appassionato di storia antica e storia dell’arte –  indagano su un’intricata serie di omicidi commessi da un serial killer in diverse aree archeologiche della Capitale e del suo hinterland.
Uno spietato assassino dall’immensa cultura. Una o più menti malate. Una serie di vittime innocenti, lo studio della scena criminis, della psicologia e delle parafilie dell’assassino.
Una meticolosa descrizione di alcune delle opere archeologiche più belle dell’antica Roma, lo studio delle lingue arcaiche, l’esoterismo, la tormentata passione per i libri.
“Morte tra le rovine” è un perfetto connubio tra plot poliziesco, eruditissimi approfondimenti storico-artistici, scienze forensi, polizia giudiziaria e procedura penale… e anche di più.
Insomma, non un semplice libro giallo e non un semplice romanzo, dove non mancano nemmeno possibili riferimenti autobiografici dell’autore.
Storie molto simili a quelle della vita vissuta da alcuni investigatori-tipo, in cui lo stress, le pulsioni personali, la fretta e l’esigenza di garantire la sicurezza e la giustizia si fondono con i saperi e con l’etica.
Un libro che potrebbe sembrare, solo in apparenza, non alla portata di chiunque.
Sbagliato: i passaggi più “scientifici” e complessi – che magari richiedono effettivamente delle conoscenze proprie degli addetti ai lavori – vengono abbondantemente spiegati ed anche il lettore meno esperto si rende poi conto di quanto e come vengano utilizzate le tecniche forensi nell’intera architettura narrativa.
Frequente anche il ricorso a note a piè di pagina, che però non appesantiscono affatto la lettura ma, anzi, la facilitano.
Tutti gli investigatori coinvolti nella narrazione sono dei professionisti, degli specialisti del proprio settore, come lo sono – del resto – tutti gli appartenenti alla Polizia di Stato nella vita reale.
Nulla è lasciato al caso.
Tutto è oggetto di verifica. Non c’è spazio per l’improvvisazione o l’azzardo, anche nelle ipotesi investigative più semplici.
E, infatti, alla fine il lettore rimane completamente sorpreso e spiazzato perché la trama – abilmente costruita – lo conduce ad una conclusione originale, ma ben congegnata e logicamente ineccepibile.
Tutti sono vittime. Ma tutti, forse, sono anche un po’ carnefici.
Leggete questo libro: ne ricaverete una visione interessante, diversa e più veritiera delle tecniche d’indagine, approfondendo aspetti storico-artistici e criminologici non di poco conto.
Un peccato averlo scoperto solo adesso.
In sintesi, una lettura che una rivista scientifica di studi criminologici non può non consigliare – nella speranza che tutti gli appassionati del settore (e non solo) possano presto leggere magari un altro avvincente sequel a cura dello stesso eccezionale autore.

Domenico Martinelli

NOTE:

Morte tra le rovine. I segreti dell’indagine criminale“, di Carlo Bui, è un libro edito dal Centro Scientifico Editore (ISBN-10: 8876407510 – ISBN-13: 978-8876407512), ed è acquistabile attraverso questoquesto link.

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