Intelligence

Il bene inattuabile, riflessione sugli ostacoli alla realizzazione di una Intelligence europea

INTRODUZIONE

La storia della civiltà, in particolar modo di quelle civiltà che avevano l’opportunità di essere bagnate dal Mediterraneo, è sempre stata quella di continuare ad avere accesso ad esso, culla del sapere, punto di contatto con gli altri popoli, punto di partenza dei propri scambi commerciali e punto di arrivo delle merci per i propri bisogni.
Il Mediterraneo è vissuto come arteria dell’economia, senza il quale gli scambi economici e culturali erano assai complicati, estremamente lunghi e ricchi di pericoli e nonostante la logistica si sia sempre impegnata nel trovare alternative alla via d’ acqua, alla fine si è sempre chinata alla praticità della stessa.
Per far si che un popolo/Nazione mantenesse questa opportunità si è dovuto preparare ad affrontare attriti con gli antagonisti, una successione di scelte strategiche e diplomatiche, anch’esse dettate dai tempi remoti, con saggi e storie di imprese eroiche , di colpi di genio, ove si evinceva che l’astuzia e lo studio degli avversari portava ad un guadagno maggiore anziché adottare le conseguenze mai definitivamente calcolate di una guerra.
Fino a pochi decenni fa il conflitto armato è stata la prima scelta, ma non ha mai portato i risultati sperati in termini di spese sostenute per il risultato ottenuto, tanto è vero che la via non belligerante, il gestire la crisi tra popoli/etnie/religioni/stati risulta la soluzione ai problemi in maniera diplomatica, il conflitto armato deve essere l’extrema ratio dopo aver tentato invano di adottare varie soluzioni .
Da dire che questa dinamica di operazione , come precedentemente accennato, esiste fin dall’antichità, ma nel corso del 1900 si trova a crescere in maniera esponenziale, vuoi perché nel secolo scorso sono state combattute 2 guerre mondiali, vuoi perché c’è stata una corsa al raggiungimento di armi di distruzione di massa, poiché lo scenario mondiale si è trasformato con un’ attuale leadership a stelle e strisce (con il quasi esclusivo controllo marittimo) e la scomparsa dell’antagonista russo, dovuto anche dal frazionamento dell’ URSS in molteplici Stati più o meno distanti dall’attuale confederazione russa.
A causa di questo disomogeneo andamento globale si sono affacciati sulla scena nuovi competitori come ad esempio la Cina che mira allo sfruttamento dei mari (come via di transito), il Pakistan, l’India ed infine la Corea del Nord, la quale a differenza degli altri Stati si è resa famosa per una
vertiginosa rincorsa alle armi di distruzione di massa per colpire i suoi nemici oltre mare.
Gran parte di tutto ciò che è accaduto e che è ancora in divenire, è opera dei servizi di informazione , che la maggior parte dei Paesi civilizzati ha alle proprie dipendenze: queste agenzie sono il valore aggiunto dello Stato. Il loro operato si può descrivere apparentemente in poche righe, dicendo che esse seguono tutte le vicende nazionali ed estere dei settori più vari, vengono analizzati, vengono contestualizzati e vengono tratte delle conclusioni ed esposte alla componente politica del proprio paese, questo per far si che la componente politica possa essere in anticipo o arrivare in contemporanea a scenari futuri pronosticati, viene da sé che il poter anticipare un evento pone in una posizione di vantaggio rispetto ad altri.
L’Europa, o altrimenti detto il continente europeo, è una organizzazione politico/economica sopranazionale formata da 27 Stati, situati geograficamente nell’emisfero settentrionale del super continente Eurafrasia, di quest ultimo è la parte più occidentale.
Nonostante la sua vastità, trova al proprio interno fattori storico culturali e geopolitici comuni tra i vari Stati, d’altra parte questa convivenza interna e con gli Stati fuori dall’ Unione Europea ha portato e porta tutt’oggi attriti di varia natura, ma riconducibili ad interessi nazionali.
Attualmente in U.E convivono diverse strutture di Intelligence, alcune esclusivamente a servizio dello Stato, altre agenzie, dette private, offrono invece i propri servizi a terzi, principalmente ad industrie con report su progetti futuri, collaborazioni o con il fine di conoscere i livelli di competitività di altri complessi industriali.
Alcune di esse offrono servizi di informazione ed aliquote di specialisti da inviare nei vari seminari d’interesse, ma i servizi principali, dove viene creata l’analisi per i Governi europei, sono appartenenti agli Stati con una maggiore storia alle spalle, la storia che insegna e tramanda alle nuove generazioni, quella storia che, se imparziale, evidenzia gli errori commessi.
I servizi di cui sto parlando sono Francia, Germania, Spagna , Italia e, anche se allontanata dalla UE ma geograficamente contenuta, l’ Inghilterra.

FRANCIA

Nel 2008 il governo francese riordina la struttura dei servizi, favorendo la cooperazione tra di essi ed una governance unitaria fra di essi.
Sono sei le strutture di Intelligence francese, chiamate “communautè du reinseignement”, dei sei , due sono a carattere generale ovvero la DSGE- direction générale de la sécurité exterieure e la DCRI-direction centrale du reinsegnement intérieure.
Le altre quattro si occupano di settori specifici e sono : DRM-direction du reinsegnement militare, DPSD-direction de la protection et la sécurité de la defense, TRACFIN- traitment du reinsegnement et action contre le circuits financier clandestins, DNRED-direction national du reinsegnement et des enquetes douanières.
La direzione dei Servizi è data da tre Ministeri :
-Ministero delle Forze Armate, spionaggio e controspionaggio fuori Nazione, DRSR protezione del personale, delle informazioni e strutture sensibili, DRM Capo Maggiore delle Forze Armate si occupa di strategia su eventuali
-Ministero degli Interni, DGSI prevenzione e contrasto sul territorio francese di attività volte alla minaccia la sicurezza nazionale da parte di organizzazioni nazionali o straniere.
-Ministero dell’Economia e Finanza, DNRED informazioni tra servizi doganali , circolazione e uscita dal Paese di beni , azioni atte al contrasto delle frodi doganali.
-Tracfin, reperire informazioni sui circuiti finanziari sospetti, clandestini, riciclaggio, finanziamento al terrorismo.

L’Académie du Reinsegement ha il compito della formazione ed il CNCTR svolge compiti sul modo di reperimento, stoccaggio e distruzione delle informazioni, a tutela della libertà personale.
Oltre a questo istituto vi è il controllo operato dal Parlamento : Délégation Parlamentaire au Reinsegnement, organo bicamerale composto da quattro senatori e quattro deputati, che vengono informati dai tre Ministeri in merito ai bilanci, all’attività generale ed all’organizzazione, non sono però informati sui dettagli operativi e sui dati riservati.

GERMANIA

La Germania, pur avendo trascorso l’ultimo secolo di storia come lo Stato che ha stravolto il continente europeo, con la sua indole imperialista, dalla caduta del muro di Berlino ( confine tra i due blocchi antagonisti mondiali e la scomparsa di uno di essi) si è rialzata ed è diventata la locomotiva industriale dell’Europa. Questa rinascita è stata possibile con l’impegno congiunto di tutti i Paesi occidentali, in primis gli Stati Uniti d’America con aiuti economici e culturali.
La Germania ha strutturato il sistema di Intelligence dividendolo in tre aree specifiche:

-BND-servizio federale d’informazione
Sotto il controllo del cancelliere federale pone l’attenzione all’esterno dei confini nazionali, in particolar modo sulle attività ostili al Governo, siano esse messe in essere dal singolo individuo che da strutture più articolate o che abbiano forma terroristica, politica, economica o militare.

UFFICIO FEDERALE PER LA PROTEZIONE DELLA COSTITUZIONE

Sotto il diretto controllo del Ministero degli interni, offre il suo lavoro all’interno della Nazione vigilando su attività contraria alla legge fondamentale, salvaguardando l’integrità del segreto di Stato e contrastando attività di sabotaggio. Particolarità di questo istituto è il fatto che lo troviamo nei vari Lander, ognuno di questi uffici è autonomo rispetto agli atri distaccamenti nei Lander e dall’istanza centrale, che ha esclusivi poteri di coordinamento e gestione della banca dati comune.
-MAD-servizio di protezione militare
Si occupa principalmente di controspionaggio e della sicurezza delle Forze Armate, l’organo di controllo è il Ministero Federale della Difesa.
Il comparto BND, dal 2016, viene monitorato per le sue attività da un organo, chiamato Gruppo Indipendente ( due Giudici,un Procuratore Federale ed un Commissario Permanente); vengono effettuate pubbliche audizioni, vengono autorizzate operazioni di spionaggio presso Istituzioni UE ed all’interno degli altri Stati dell’UE.
Lo scopo principale è la ricerca di informazioni per la politica estera e di sicurezza della Germania, stringere collaborazione con Agenzie estere (NSA USA), con lo scopo di proteggere soldati e cittadini tedeschi all’estero.

Il Comitato per il controllo parlamentare dell’attività di intelligence della Federazione PKGr è l’organo di controllo di tutte le attività svolte e talvolta di quelle da svolgere. E’ il governo federale che informa il Comitato sulle attività e, su richiesta, il comitato ha la possibilità di fare audizioni anche ai singoli operativi, visionare files, avere accesso a tutte le informazioni utilizzate per intraprendere le suddette operazioni.

REGNO UNITO

Il Regno Unito si compone di tre settori specifici, un servizio interno con competenze di contro intelligence e sicurezza nazionale, nei riguardi della democrazia parlamentare, degli interessi economici e la lotta a crimini gravi e terrorismo. Prende il nome di Security Service (M15), suo omonimo all’estero è il Military Intelligence (M16), alle dipenze del Foreign Office. Oltre ai due noti servizi opera il GCHQ, che si occupa di spionaggio e controspionaggio nell’ambito delle comunicazioni sigint ed elint ed è diretto dalla Joint Intelligence Commitee (JIC), struttura all’interno del Cabinet Office.
Il controllo dell’operato dei Servizi viene effettuato dal JIC , dal 2013 è diventato Comitato Parlamentare Permanente, anno in cui è stato istituito il cosiddetto filtro , ovvero un punto di equilibrio di informazioni al Parlamento, che non vadano a ledere l’operato dei Servizi.

SPAGNA

La Spagna istituisce il Centro Nazionale di Intelligence, un organismo pubblico iscritto al Ministero della Difesa. Il suo compito principale è quello di fornire report , analisi, previsioni in merito a qualsiasi pericolo o minaccia nei confronti dell’integrità territoriale della Spagna. Gli obiettivi sono definiti annualmente dal Consiglio dei Ministri, il centro lavora a stretto contatto con le varie strutture esistenti all’interno dei vari corpi e delle forze di sicurezza dello Satato, sia dell’amministrazione civile che di quella militare. Il controllo giuridico dell’operato è all’interno del centro nazionale di Intelligence, che a sua volta viene disciplinato dal controllo parlamentare (es la Commissione speciale per il controllo delle spese destinate a scopi riservati. Oltre al controllo dei fondi destinati, vengono verificati i traguardi ottenuti e quelli futuri da raggiungere e che per far questo non siano stati violati i permessi.

ITALIA

Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, a protezione degli interessi politici, militari, economici, Scientifici ed industriali.
Con la L.124/2007 viene riformato il sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, che fino a quel momento, era disciplinato dalla L.801/1977, apportando significative novità rispetto a quest’ ultima, tra cui l’attribuzione della responsabilità politica dell’intero settore al solo Presidente del Consiglio dei Ministri, anziché del Ministro della Difesa ed Interno. Il Presidente del Consiglio, adesso può delegare, all’autorità individuata come Sottosegretario di Stato o un Ministro senza Portafoglio, compiti specifici assegnati all’Intelligence.
DIS-Dipartimento Informazioni per la Sicurezza, è destinatario dei compiti specifici, rispetto a quelli assegnati alla Segreteria Generale del CESIS (L.801/77), specialmente in materia di coordinamento , raccordo informativo ed attività ispettiva, in tal senso dipartimento a ruolo centrale all’interno del sistema. Il DIS ricopre funzione generale di coordinamento, in principal modo l’intera attività di informazione per la sicurezza, specialmente il rafforzamento della protezione cibernetica ed informatica, verificando le attività svolte da AISI e AISE, trasmettendo costantemente analisi del sistema sulle attività svolte da quest’ultimi, centralizza tutte le analisi ed i rapporti prodotti da centri di ricerca, Forze Armate, Pubbliche Amministrazioni, elabora analisi globali da sottoporre al CISR, promuove lo scambio di informazioni tra Agenzie e Forze di Polizia, vigila attraverso l’Ufficio Centrale per la Segretezza (UCS) la tutela amministrativa del segreto.
Il DIS gestisce la logistica del DIS, AISE e AISI e promuove le attività sulla cultura della sicurezza, attraverso l’Ufficio Centrale Ispettivo verifica la conformità sulle attività di AISE e AISI, attua disposizioni che disciplinano il funzionamento e l’accesso agli archivi di settore, vigila sulla loro sicurezza, sulla tenuta e sulla gestione tramite l’Ufficio Generale Archivi e, attraverso la Scuola di Formazione, provvede alla formazione di base e continuativa del personale DIS, AISE e AISI.

CISR-Comitato Interministeriale per la Sicurezza della Repubblica
Funge da organo collegiale, è presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri Affari Esteri, Giustizia, Interni,Difesa, Economia e Finanze, Sviluppo Economico e dall’Autorità Delegata, come Segretario ricopre il Direttore Generale del DIS.
Questo organo produce consulenze o promuove politiche di informazione per la sicurezza, elabora li obiettivi da perseguire, delibera e ripartisce i fondi destinati all’intero comparto, viene interpellato per la nomina dei vertici del Comparto e dei rispettivi regolamenti, relaziona sulle attività di informazione di protezione di strutture critiche, materiali ed immateriali, in particolare riguardo il settore della sicurezza informatica nazionale. Le strutture operative sono due, una esterna, AISE, ed una interna , AISI.

AISE- la sua prima missione è il ricercare minacce contro l’indipendenza, l’integrità della Repubblica provenienti dall’estero. Svolge attività di controproliferazione riguardante materiali strategici e di informazione per la sicurezza al di fuori dei confini statali, con interessi militari, politici, scientifici, industriali, contrasta attività di spionaggio dirette contro l’Italia o volte a danneggiare interessi nazionali. Può operare all’interno del territorio nazionale solo in collaborazione con l’ AISI e solo se la minaccia è connessa ad attività straniere.
AISI- in primis difende la sicurezza interna della Repubblica e le istituzioni democratiche della Costituzione da minacce di natura eversiva, criminale o terroristica. Ricerca le minacce all’interno del territorio nazionale con l’intento di proteggere gli interessi militari, politici, economici, scientifici, industriali dell’Italia e può svolgere attività all’estero con l’AISE solo quando queste hanno vincoli sul territorio nazionale. Si occupa di ricercare e contrastare le attività di spionaggio condotte su territorio nazionale e dirette contro l’interesse dello stesso.
Sia AISE che AISI rispondono al Presidente del Consiglio dei Ministri.

SEGRETO DI STATO

Il segreto di stato cela i documenti, le attività, le notizie ed ogni altro elemento che possa arrecare danno all’integrità della Repubblica, anche in relazione ad accordi internazionali o circa l’indipendenza dello Stato rispetto ad altri Stati o alla preparazione o difesa militare dello stesso.
Il segreto non sussiste in presenza di fatti di terrorismo, delitti di strage intenzionati ad attentare alla sicurezza dello Stato, come per esempio dinamiche di stampo mafioso. Esso ha una durata di quindici anni, rinnovabile una sola volta (massimo trenta anni).
Nel caso in cui il segreto di Stato interessi un altro Stato, il vincolo può essere riposto totalmente o in parte, secondo il principio di reciprocità, salvo che la richiesta sia motivata da gravi ragioni.
Il segreto è tutelato per la sua legittimità dalla Corte Costituzionale, mentre il controllo di merito è dato dal COPASIR, ovvero il Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, i cui appartenenti sono vincolati ad esso anche una volta terminato il proprio incarico. Il Copasir ha il potere di fare audizioni ai vertici dei Servizi, al Presidente del Consiglio all’autorità delegata e può richiedere di ascoltare i vari agenti previo nulla osta del Presidente del Consiglio, può inoltre proporre inchieste su operazioni ed è costituito da cinque deputati e cinque senatori, il suo Presidente è scelto all’opposizione.

L’IMPEGNO EUROPEO

I Paesi europei, sin dai progetti per la costituzione della UE nel post seconda guerra mondiale, hanno a piccoli passi delineato un insieme di Stati, tutti sottoposti ad un governo sovranazionale, con un’articolazione molto simile ad un unico Stato, che, come tale, ha le proprie leggi, le proprie necessità per sopravvivere. La dimostrazione che la volontà di apparire al resto del mondo come unica entità (UE) c’è, basti considerare l’accordo di Schenger del 1990, in particolare l’abolizione dei controlli alle frontiere, consentendo un libero attraversamento dei confini statali ed un maggiore traffico di beni e di persone da est ad ovest e da nord a sud. Fattore fondamentale è il regolamentare la possibilità di sapere ciò che attraversa l’UE e con quali intenzioni l’attraversa. Nella sede di Bruxelles, il 12/10/2005, fu proposta la “decisione quadro” del Consiglio in virtù del principio di disponibilità. La proposta prevede che il livello di cooperazione tra le autorità di contrasto (forze di polizia dei vari Paesi UE), per aumentare lo spazio di libertà, sicurezza e giustizia (art 29 TUE), imponga di adottare un nuovo principio per lo scambio di informazioni, in particolar modo quelle necessarie a combattere la criminalità,che devono poter attraversare liberamente le frontiere interne della UE; premetto che l’Europa, in questi anni, attraversa l’incubo del terrorismo islamico ed è stata vittima di diversi attentati .

IL PRINCIPIO DI DISPONIBILITA’

Esso subordina lo scambio di informazioni in materia di applicazione della legge, a condizioni uniformi in tutta Europa. I funzionari delle varie strutture di contrasto o Europol, possono acquisire informazioni atte allo svolgimento dei compiti legittimi, il detentore delle informazioni (Stato o Ente) è tenuto a cederle per i fini dichiarati.
La centralità dello scambio di informazioni in Europa è fondamentale, dal momento che i controlli alle frontiere sono aboliti, la proposta consente ad Europol di operare in modo più efficiente. Malgrado l’istituzione di un Corpo di Polizia Europea (26/07/1995) permangono alcuni ostacoli alla disponibilità delle suddette informazioni che prevalgono lo stato di sovranazionalità dell’Unione e si configurano nel seguente modo:gli accordi bilaterali/multilaterali tra gli Stati membri hanno portata geografica limitata o non impongono lo scambio di informazioni, lo scambio diretto è un’eccezione.
Non esiste una procedura standardizzata applicata per chiedere e/o ottenere informazioni (Regno di Svezia), a livello della UE non è adottato un sistema efficace per stabilire una disponibilità o reperibilità delle stesse, per tale ragione, le disomogenee condizioni di accessibilità e scambio e le distinzioni tra Polizia Doganale e Giudiziaria sminuiscono l’efficacia degli scambi. Le diverse norme in materia di protezione ostacolano lo scambio delle informazioni riservate, le informazioni cedute possono avere fini diversi rispetto a quelli per cui sono state richieste e non è semplice risalire allo scopo originale. Lo scambio di informazioni (ART 39 della Convenzione) è previsto tra Forze di Polizia ma non impone agli Stati membri di rispondere alla richiesta.

EUROPOL

L’Ufficio Europeo di Polizia è stato istituito nel 1992 con sede nei Paesi Bassi (Aja). Esso entra in funzione il 1/10/1998 sulla base della convenzione del 1995, finanziato dal bilancio generale dell’UE e con la missione di sostenere e potenziare la cooperazione reciproca per prevenire e combattere forme gravi di criminalità e di terrorismo di due o più Stati membri, che potrebbero ledere l’interesse comune oggetto di una polita della UE.
Tali forme di criminalità comprendono: il terrorismo, la criminalità organizzata, il traffico di stupefacenti, le attività di riciclaggio del denaro, la criminalità nel settore delle materie nucleari e radioattive, l’organizzazione del traffico di migranti, la tratta diesseri umani, la criminalità connessa al traffico di veicoli rubati, l’omicidio volontario e le lesioni personali gravi, il traffico illecito di organi e tessuti umani, il rapimento, il sequestro e la presa d’ostaggi, il razzismo e la xenofobia, la rapina ed il furto aggravato, il traffico illecito di beni culturali , le truffe e le frodi, i reati contro gli interessi finanziari dell’Unione, l’abuso di informazìoni privilegiate, il racket e le estorsioni, la contraffazione e la pirateria, la falsificazione degli atti amministrativi, la falsificazione di monete e di altri mezzi di pagamento, la criminalità informatica, la corruzione, il traffico illecito di armi, munizioni ed esplosivi, il traffico illecito di animali o essenze vegetali protette, la criminalità ambientale compreso l’inquinamento provocato dalle navi , l’abuso e lo sfruttamento sessuale compreso il materiale pedopornografico e l’adescamento di minori a scopo sessuale, il genocidio, i crimini contro l’umanità ed i crimini di guerra.
I compiti includono:
la raccolta, trattamento e scambio di informazioni;
la comunicazione agli Stati membri, attraverso le unità nazionali, di ogni informazione e dei collegamenti fra reati che li riguardino;
il coordinamento, l’organizazzione e lo svolgimento di indagini e azioni operative condotte congiuntamente con le autorità competenti degli Stati membri o nel quadro di squadre investigative comuni e , se del caso, in collegamento con EUROJUST;
la partecipazione a squadre investigative comuni, anche proponendone la costituzione;
la fornitura di informazioni e supporto analitico in relazione a grandi eventi internazionali;
valutazione delle minacce, analisi strategiche ed operative e rapporti generali sulla situazione;
l’approfondimento e la condivisione delle conoscenze specialistiche sui metodi di prevenzione della criminalità, sulle procedure investigative e sui metodi di polizia tecnica e scientifica, offrendo consulenza agli Stati membri
il sostegno alle attività di scambio, di informazioni, operazioni ed indagini transfrontaliere degli Stati membri , nonché alle squadre investigative comuni, anche mediante supporto operativo, tecnico e finanziario
formazione specializzata e assistenza agli Stati membri, anche garantendo un sostegno finanziario, in coordinamento con l’Agenzia dell’ Unione Europea per la formazione delle autorità di contrasto (CEPOL);
la cooperazione con gli organismi dell’Unione istituiti in base al titolo V del TFUE e con l’ Ufficio Europeo per la lotta anti frode (OLAF), in particolare attraverso scambi di informazioni e fornendo supporto analitico nei settori di loro competenza;
informazioni e sostegno alle strutture e alle missione dell’UE e di gestione delle crisi istituite in base al Trattato sull’Unione Europea (TUE);
lo sviluppo di centri specializzati dell’Unione per la lotta a forme specifiche di criminalità rientranti nell’ambito degli obiettivi di Europol, in particolare il Centro Europeo per la lotta alla criminalità informatica;
il sostegno alle azioni degli Stati membri volte a prevenire e combattere le forme di criminalità che sono agevolate, promosse o commesse tramite internet, compresa la segnalazione ai fornitori di servizi online interessati.

L’attività principale di Europol si incentra sul miglioramento dello scambio di informazioni tra le Autorità di Polizia, esso può trattare informazioni comprendenti dati personali, può trattare dati non solamente nei singoli archivi bensì in Integrated data management concept (IDMC), dati che possono anche provenire da fonti accessibili pubbliche.
In particolar modo il trattamento dei dati ai fini di analisi operative deve essere effettuato per mezzo di progetti a cui vengono applicate specifiche salvaguardie.
Ulteriore trattamento dei dati personali è consentito nella misura in cui questo sia necessario e proporzionato (Secure information excharge network application-SIENA). La rete per lo scambio di informazioni SIENA garantisce un ottimo livello di sicurezza nello scambio dei dati, in modo veloce e pratico, per un’intelligence operativa e strategica tra Stati membri e con Paesi terzi con cui Europol ha concluso accordi di cooperazione (Interpol).
Per poter arrivare meglio ad uno scambio informatico valido sono state snellite alcune decisioni del Consiglio Europeo quali :2009/934/GAI, 2009/936/GAI e 2009/968/GAI.
In Europol sono nati centri specifici per alcune dinamiche criminose quali il Centro Europeo sul Traffico dei Migranti (EMSC) ed il Cento Europeo per il Contrasto al Terrorismo (ECTC), fiore all’occhiello è il progetto di interpretabilità, ovvero uno sportello unico in grado di interrogare simultaneamente i diversi sistemi di informazione ad esempio il sistema di informazione di Shengen SIS, EURODAC, informazione visti VIS, EES e ETIAS, i casellari giudiziari per i cittadini della UE e dei Paesi terzi ECRIS ed infine l’unificazione dei dati biometrici.

L’ANELLO MANCANTE

Un Paese va meglio se la sua politica estera va meglio, al contrario va in rovina se sbaglia le scelte fondamentali della politica internazionale, poiché è in essa che può trovare la soluzione ai propri problemi.
Queste poche righe scoprono qualcosa che può interessare un Paese o un continente europeo, si ritrovano segni di debolezza rispetto ad altri Paesi della UE, anche questa differenza tra Paesi dà origine al problema, che si traduce in un variegato continente, confinato di regioni economicamente forti, forti sia come materie prime che di industrie di trasformazione, di tecnologia e guidate da una politica che verte all’espansione in ogni area della terra.
Questi Paesi hanno iniziato il cammino imprenditoriale pochi decenni fa, quando scomparve dalla scena mondiale un grande Paese come l’URSS perchè implose; la ricerca condotta durante tutto il 1900 per poter essere grande, per poter essere avanti allo storico nemico simbolo del capitalismo, ovvero gli Stati Uniti d’America, ha fatto si che venissero prosciugate le proprie forze, ha affamato la propria gente e la storia insegna che un Paese che ha fame insorge contro i propri vertici.
Ricordo comunque che se adesso esiste l’UE lo si deve principalmente agli USA che, durante il secolo scorso, in particolare durante la guerra fredda, ha fatto si che tutto ciò accadesse.
Come accennato in precedenza, le potenze che si contendono le postazioni leader mondiali sono gli USA, la Russia, la Cina e sicuramente non lasceranno mai un posto ai vertici alla UE, non solo, al momento in cui dovrà essere lasciato il nazionalismo delle piccole patrie per un nazionalismo europeo, probabilmente incontreremmo una reazione oppositiva da chi ci sta vicino e si sente minacciato.
Altro aspetto che ritengo colonna portante di questa dinamica è il come potrebbe realizzarsi una trasformazione così stravolgente da diventare noi i competitor degli USA, noi che siamo la loro appendice, senza la loro mano l’Europa tornerebbe ad essere un’area contesa dai nuovi e vecchi imperi. Qua siamo di fronte al cosiddetto “cane che si morde la coda”, poiché non esiste volontà europea ad analizzare ed affrontare problemi che determinano una presa di decisione strategica, decisioni che, in passato, hanno fatto sì che gli USA si chiedessero se e quanti affari con la Cina dovevano continuare a fare.
Un ulteriore problema radicato in questa area geografica, tramandato da generazioni, sono gli attriti tra aree e culture, Paesi che ad oggi sono in procinto di entrare a far parte della UE o sono entrati negli ultimi anni, tutto ciò si traduce in una politica sempre più nazionalista, con una visione dell’UE come fosse insensibile verso di loro, nonostante abbiano ricevuto liquidi da parte della UE, fondi destinati a quei Paesi il cui reddito pro capite era al di sotto della media europea. Tale visione politica è suggerita dai diversi Parlamenti, cito per esempio una frase di Viktor Orbani (Ungheria) che sostiene “la democrazia liberale è incapace di servire gli interessi della Nazione”.
Da un punto di vista campanilistico sembra ovvio che ogni Paese tenga ai propri campioni nazionali, ovvero quelle aziende che portano alta la bandiera, quelle industrie che, anche se private completamente o in parte, agiscono in un mercato industriale dominato dagli USA e dalla Cina, dove, per poter competere , l’Europa deve presentarsi come un centro unico e coordinato con i Paesi membri che restano titolari della propria sovranità economica (con controllo sempre da parte della UE) e promuovono le imprese competitive (european champions) in ambito internazionale.

MA ALLORA QUESTI SERVIZI EUROPEI?

Come si può ben capire “i Servizi” intesi come ricerca di informazioni e loro tutela da parte di altri soggetti interessati, sono, come ho già detto, il bene straordinario di ogni Paese. Nel nostro caso , facilitando lo scambio dei beni i Servizi Europei non esistono, e non ci saranno fino a quando non ci sarà una riscrittura del Dna europeo. Fino a questo momento tutti i Paesi che fanno parte dell’UE hanno adeguato il modo di collaborare nei settori giustizia e mercato, favorendo il libero transito tra Paesi, facilitando lo scambio di beni, cercando di informatizzare tutti i metodi di pagamento. Nel settore giustizia, lo scambio di informazioni si è snellito ma non abbastanza, ogni Paese detiene una propria autonomia gestionale, la quale anche rallentando la dinamica fa sì che i risultati siano tangibili con maggiore difficoltà.
Alberto Manenti, Direttore AISE 2014-2018 diceva : “quanto alle prospettive per un servizio unico europeo, come da lei evocato, posso solo riaffermare che l’intelligence è sempre stata uno strumento al servizio dello Stato Nazionale, come tale, e fino a quando queste condizioni non si modificheranno, non può che seguire i precetti legali cui è soggetta e le indicazioni del proprio Governo”
Qualsiasi ulteriore considerazione risulterebbe impropria.

 

Davide Gracci

 

SITOGRAFIA

https://temi.camera.it ( I servizi di Intelligence in Europa )

https://temi.camera.it ( L’Unione della Sicurezza e il contrasto al terrorismo)

https://temi.camera.it ( La politica di sicurezza e difesa dell’UE (PSDC)

www.gazzettaufficiale.it

www.sicurezzanazionale.gov.it

www.senato.it

https://europa.eu

https://open.luiss.it/category/open-society/

www.ilsole24ore.com

 

BIBLIOGRAFIA

– “SPIE? L’Intelligence nel sistema di sicurezza internazionale” – P.Salvadori – Ed. La Lepre

– “ MANUALE DI INTELLIGENCE E SERVIZI SEGRETI” Antologia per principianti, politici e militari, civili e gente comune: storia, organizzazione, tecnologia, strategia, geopolitica e metodologia – A. Pagani-

– “SERVIZI DI INFORMAZIONE E SICUREZZA-l’evoluzione dell’Intelligence dall’unità nazionale alle Leggi n. 124/2007 e 133/2012 – T.Saintclaire_

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